La scelta Vegan

Il primo passo è stato diventare vegetariano: non mangiare più animali, né di terra, né di cielo, né di acqua. Quindi non mangiare più carne, né pesce. A volte un vegetariano decide di fare un passo in più, di non mangiare nemmeno i prodotti che derivano dagli animali, come le uova ed il latte. Perché gli animali vengono torturati ed uccisi anche per ottenere i prodotti derivati. Ed allora diventa vegan, ed entrano in gioco scelte di vita molto più ampie di quelle fatte da un vegetariano.

E’ importante però evidenziare come la dieta vegan, se seguita nel modo sbagliato, può portare a delle carenze. Per questo è sempre meglio rivolgersi ad un medico a o nutrizionista.

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La filosofia vegan entra nella vita quotidiana, non solo al momento del pasto, ma essenzialmente in ogni scelta che viene affrontata. Perché essere vegan significa decidere di non fare del male agli animali in assoluto; quindi evitare di utilizzare qualunque prodotto derivato dagli animali per il proprio guardaroba, per l’arredamento, per l’igiene personale e per le pulizie casalinghe. Quindi il vegan ha bandito dai propri acquisti e dalla propria quotidianità la lana e la seta, le piume, la pelle ed il cuoio, i cosmetici testati sugli animali, la visita agli zoo ed agli acquari; anche i circhi con animali sono evitati in maniera categorica da un vegan. Un vegan non acquisterebbe mai un animale da compagnia, lo adotterebbe.

Ma scegliere uno stile di vita vegan è anche sinonimo di ecosostenibilità; a partire dalla alimentazione. Uno studio tedesco ha dimostrato che una alimentazione onnivora ha un impatto 8 volte maggiore rispetto ad una alimentazione vegan sull’effetto serra; per arrivare a questo risultato si è tenuto conto delle emissioni di anidride carbonica derivate dalla coltivazione dei mangimi per gli animali e dall’utilizzo dei pascoli; a questo dobbiamo aggiungere ovviamente il consumo di acqua e l’utilizzo delle sostanze chimiche.
Il vegan è convinto che in un futuro non molto lontano non sarà più possibile consumare carne, pesce e derivati al ritmo attuale. Il motivo è molto semplice: le risorse della Terra non saranno più sufficienti per permettere questo.

Una delle soluzioni più efficaci individuate dagli studiosi è proprio limitare, o addirittura eliminare il consumo di carne e derivati, la cui produzione richiede una grande quantità di risorse, quali i terreni, l’energia e l’acqua, e l’emissione di ingenti volumi di inquinanti, quali il gas serra, le sostanze chimiche ed i liquami.
Alcuni esempi: per produrre 5 kg di carne bovina serve una quantità di acqua sufficiente a soddisfare una intera famiglia per un anno; gli escrementi provenienti dagli allevamenti intensivi inquinano le acque più di tutte le altre fonti industriali unite insieme.

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Da evidenziare anche la deforestazione: quasi il 70% delle foreste tropicali che vengono abbattute servono a creare nuovi pascoli per l’allevamento dei bovini; questi pascoli vengono utilizzati per 5 o 6 anni, poi l’area non ha più risorse sufficienti e viene abbandonata, e gli animali vengono spostati su un nuovo pascolo nato dall’abbattimento di un’altra parte di foresta.

In Italia le cause più frequenti di morte sono le malattie cardiache ed i tumori; questi due fattori possono essere prevenuti e limitati grazie ad uno stile di vita cosiddetto corretto, e soprattutto ad una corretta alimentazione. L’Istituto per gli Studi sul Cancro ha definito delle linee guida per la prevenzione di alcune malattie, che raccomandano di basare la nostra dieta su alimenti vegetali, quindi verdura, frutta e legumi, integrati da carboidrati poco raffinati; se, e sottolineiamo se, vogliamo consumare carne rossa, mai più di 80 g al giorno. Quindi la dieta vegan aiuta anche a prevenire l’insorgenza di malattie gravi.

 

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