SISTRI: calendario di operatività – pubblicato il Decreto ministeriale di proroga

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio il decreto del Ministro dell’ambiente del 26 maggio che rimodula l’entrata in vigore del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), di cui si riporta il calendario di operatività.

Dallo schema riportato la tempistica di entrata dell’operatività del SISTRI appare articolata in 5 successive fasi a seconda della tipologia di attività svolta e del numero dei dipendenti per unità locale.

Imprese autorizzate al trasporto dei propri rifiuti non pericolosi

Si segnala, inoltre, che il decreto all’art. 1 comma 6 rinvia al 1 settembre 2011 il termine per l’entrata in vigore del Sistri per le imprese autorizzate al trasporto dei propri rifiuti non pericolosi ai sensi dell`art. 212 comma 8 del D.Lgs. 152/2006 che decidono di aderire al sistema stesso su base volontaria.

Ne deriva, secondo l’Ance, che solo dal giorno successivo a tale termine (2 settembre 2011) diventerà operativo per tali soggetti l’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico in ogni cantiere dal quale intendono rimuovere con i propri mezzi i rifiuti non pericolosi dagli stessi prodotti.

Al riguardo, si ricorda che tale obbligo, la cui entrata in vigore dipende dall’operatività del SISTRI, è stato introdotto all’art 190 del D.Lgs. 152/2006 a seguito delle modifiche apportate dal D.Lgs. 205/2010.

Calendario di entrata in vigore del SISTRI

Termine Soggetti interessati
1°settembre 2011 1)    produttori di rifiuti pericolosi che abbiano più di 500 dipendenti (art. 3 comma 1 lett. a) d.m. 52/2011);2)    produttori di rifiuti non pericolosi di cui all`art. 184, comma 3, lett. c) d) e g) che hanno più di 500 dipendenti;3)    le imprese e gli enti che raccolgono e trasportano rifiuti speciali a titolo professionale autorizzati per una quantità annua complessivamente trattata superiore a 3000 tonnellate;4)    le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero o smaltimento di rifiuti
1° ottobre 2011    1)    produttori di rifiuti pericolosi che hanno da 251 a 500 dipendenti (art. 3 comma 1 lett. a) d.m. 52/2011);2)    produttori di rifiuti non pericolosi di cui all’art. 184, comma 3, lett. c) d) e g) che hanno tra 251 a 500 dipendenti;3)    i Comuni, gli Enti e le imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania;
2 novembre 2011 1)    produttori di rifiuti pericolosi che hanno da 51 a 250 dipendenti (art. 3 comma 1 lett. a) d.m. 52/2011);2)    produttori di rifiuti non pericolosi di cui all’art. 184, comma 3, lett. c) d) e g) che hanno tra 51 a 250 dipendenti;
1° dicembre 2011 1)    produttori di rifiuti pericolosi che hanno da 11 a 50 dipendenti (art. 3 comma 1 lett. a) d.m. 52/2011);2)    produttori di rifiuti non pericolosi di cui all’art. 184, comma 3, lett. c) d) e g) che hanno tra 11 a 50 dipendenti;3)    le imprese e gli enti che raccolgono e trasportano rifiuti speciali a titolo professionale autorizzati per una quantità annua complessivamente trattata fino a 3000 tonnellate;
2 gennaio 2012 1)    produttori di rifiuti pericolosi che hanno fino a 10 dipendenti (art. 3 comma 1 lett. a) d.m. 52/2011).

Manuale SISTRI per stoccatori

I primi articoli di questo blog saranno dedicati alle normative legate al mondo del recupero rottami.

Nel quarto post presentiamo il manuale SISTRI per stoccatori.

Cos’è il SISTRI?

Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.
Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità.
La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo.
È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente

Qui potete trovare il manuale con gli adempimenti SISTRI per gli stoccatori:

Circolare Ministeriale 04/08/98 Registri e Formulari

I primi articoli di questo blog saranno dedicati alle normative legate al mondo del recupero rottami.

Nel terzo post presentiamo la circolare esplicativa sulla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti, e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati, individuati dal decreto ministeriale del 1 aprile 1998 n. 145.

Per scaricare la circolare clicca qui.

Elenco armonizzato dei rifiuti

I primi articoli di questo blog saranno dedicati alle normative legate al mondo del recupero rottami.

Il secondo post è dedicato all’elenco armonizzato dei rifiuti (istituito conformemente alla direttiva 75/422/CEE relativa ai rifiuti e alla direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi).

Per scaricare il pdf con l’elenco armonizzato dei rifiuti clicca qui

Norme tecniche generali per il recupero di materia dai rifiuti non pericolosi

I primi articoli di questo blog saranno dedicati alle normative legate al mondo del recupero rottami.

Iniziamo dalle norme tecniche generali per il recupero di materia dai rifiuti non pericolosi.

Di seguito è riportato un allegato scaricabile contenente la normativa relativa a:

  1. RIFIUTI DI CARTA, CARTONE, E PRODOTTI DI CARTA
  2. RIFIUTI DI VETRO IN FORMA NON DISPERSIBILE
  3. RIFIUTI DI METALLI E LORO LEGHE SOTTO FORMA METALLICA NON DISPERDIBILE
  4. RIFIUTI CONTENENTI METALLI DERIVATI DALLA FONDERIA, FUSIONE E RAFFINAZIONE DI METALLI
  5. ALTRI RIFIUTI CONTENENTI METALLI
  6. RIFIUTI DI PLASTICHE
  7. RIFIUTI CERAMICI E INERTI
  8. RIFIUTI DERIVATI DA OPERAZIONI DI CONCIATURA E DALL’UTILIZZO DEL CUOIO E RIFIUTI TESSILI
  9. RIFIUTI DI LEGNO E SUGHERO
  10. RIFIUTI SOLIDI IN CAUCCIÙ E GOMMA
  11. RIFIUTI DERIVATI DALL’INDUSTRIA AGROALIMENTARE
  12. FANGHI
  13. RIFIUTI CONTENENTI PRINCIPALMENTE COSTITUENTI INORGANICI CHE POSSONO A LORO VOLTA CONTENERE METALLI O MATERIE ORGANICHE
  14. RIFIUTI RECUPERABILI DA RSU E DA RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI ASSIMILATI PER LA PRODUZIONE DI CDR
  15. RIFIUTI RECUPERABILI MEDIANTE PROCEDIMENTI DI DIGESTIONE ANAEROBICA
  16. RIFIUTI COMPOSTABILI
  17. RIFIUTI RECUPERABILI CON PROCESSI DI PIROLISI E GASSIFICAZIONE
  18. RIFIUTI DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI FERTILIZZANTI

Allegato

N.d.R.: il testo dell’allegato è modificato sulla base delle indicazioni dell’allegato C della direttiva MinAmbiente 9 aprile 2002, recante indicazioni per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n. 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti.
Il testo del provvedimento è inoltre coordinato con le modifiche apportate dal DmAmbiente 9 gennaio 2003; dal DmAmbiente 27 luglio 2004 (tutte le modifiche di carattere aggiuntivo apportate dal provvedimento in questione sono evidenziate in viola); e dal DmAmbiente 5 aprile 2006, n. 186 (tutte le modifiche di carattere aggiuntivo apportate dal provvedimento in questione sono evidenziate in viola. Entrata in vigore delle modifiche: 19 maggio 2006).
Le soppressioni sono evidenziate con barra sulle singole parti del testo.