Piccolo comune grande Raccolta differenziata

Forse non tutti sanno che in Italia, la raccolta differenziata è entrata in vigore agli inizi degli anni ’90 in Friuli, ma che è stata effettivamente attuata, in tutti i comuni, solo 20 anni dopo e la normativa prevedeva di raggiungere il 65% del territorio entro il 2012. Per alcune città di media popolazione si sono raggiunti risultati molto incoraggianti che superano l’80%, ma per le grandi città i dati sono ancora molto bassi rispetto alla media, solo Torino nel 2010 raggiungeva il 42% di raccolta differenziata.

Gli ultimi dati risalenti al 2013 ci mostrano come le grandi città stanno a guardare il grande operato di 1293 comuni che hanno superato il 65% di riciclo e più in particolare al Nord trionfa, Ponte nelle Alpi con 8508 abitanti, in provincia di Belluno mentre al sud Salerno è il comune riciclone per eccellenza.

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Questo non è sicuramente il frutto della riduzione dei consumi dovuto alla crisi, ma all’attuazione di un piano gestionale dei rifiuti che finalmente ha aperto un varco anche nel nostro paese, verso il rispetto dell’ambiente. Nella XX edizione dei comuni ricicloni sono emersi dati molto incoraggianti per città medie come Empoli che nonostante i suoi 48 mila abitanti ha raggiunto il 90% di rifiuti da smaltire ed stato soprannominato “rifiuti free”. Per raggiungere obiettivi importanti come questo ci sono dei comuni denominatori che aiutano le città, primo tra tutti è la raccolta “porta a porta” segue la modalità di tariffazione del servizio e l’educazione e la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una forte comunicazione delle istituzioni. Non manca comunque la rigidità delle istituzioni nell’applicare sanzioni per indirizzare i cittadini, perché è logico, che chi inquina debba pagare, d’altro canto è anche giusto premiare chi rispetta le norme vigenti, attraverso una riduzione delle tasse. Altra pratica da non sottovalutare è spingere i cittadini, che hanno la possibilità, a creare compostaggio domestico, infatti alcuni scarti alimentari ovvero una miscela di rifiuti organici appositamente scelti, se trattati secondo “ricetta” possono dar luogo ad un compost domestico dalle buone proprietà ammendanti e nutritive per piante, giardini ed orti; oppure promuovendo il consumo dell’acqua del sindaco e riducendo i consumi di materiali altamente inquinanti.

Anche Legambiente ha lanciato una petizione  popolare “Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare” nell’ambito della campagna “Italia rifiuti free”.

Ma al contrario dei buoni propositi delle piccole e medie città, saltano all’occhio, i dati delle grandi città che ancora fanno fatica a mettersi al passo con le città del Nord Europa, che primeggiano nell’impegno ecosostenibile. Realtà come Napoli, salvo qualche piccolo comune che effettua il porta a porta, ha ancora tantissimi problemi con i rifiuti, infatti sono ancora costretti a far viaggiare verso gli inceneritori d’Europa tonnellate di spazzatura. Milano invece ha in futuro dei piani che in parte sta già attuando che porteranno la città, a breve, al 50% della differenziata.

Volendo fare una stima  dai dati del 2013  l’85% dei comuni si trovano al Nord il restante 15% è equamente distribuito al centro Sud. Il Veneto risulta sempre ai primi posti seguito dal Friuli Venezia Giulia.

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Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ribadisce che oggi si può fermare il progetto dei valorizzatori per fare spazio a progetti che implicano la costruzione di impianti di riciclaggio, come quelli dell’organico o i digestori anaerobici e espandere le politiche organizzative flessibili che danno al settore capacità di sviluppo e di adeguamento rapido e indolore alle nuove tecniche e a nuovi stili di vita.

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L’Agricoltura Sostenibile in Italia

Per agricoltura sostenibile si intende quel tipo di coltivazione incentrata sul rispetto dell’ecosistema e dei territori che vengono sfruttati tenendo conto della morfologia dei luoghi, della stagionalità dei prodotti della terra e dei cambiamenti climatici.
L’agricoltura di tipo biologico, che negli ultimi tempi sta riscontrando tra i consumatori un successo sempre maggiore, rappresenta uno straordinario modo per offrire frutta e verdura coltivati senza l’aggiunta di pesticidi, diserbanti e altri dannosi additivi chimici che hanno la funzione di uccidere i microrganismi e i parassiti che vi si insediano ma che, allo stesso tempo, sono nocivi per la salute di chi ne fa uso.

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Il concetto di sostenibilità racchiude in sé un insieme di principi basilari per coloro che sono attenti al proprio benessere e richiedono, per la propria quotidianità, dei cibi ricavati da produzioni naturali, perfettamente rispondenti alle esigenze di un vivere sano che si uniforma ad abitudini antiche, oggi di nuovo riscoperte perché foriere di forza e vigore.
L’agricoltura biologica ha il merito di coltivare i frutti della terra non addizionandoli con elementi chimici in nessuna fase della lavorazione. I concimi impiegati sono al 100% naturali, tra gli altri il letame, il più antico ed efficace, per allontanare insetti e parassiti vengono utilizzate delle misture, a base di estratti di piante, che li allontanano senza danneggiare il vegetale, in taluni casi vengono utilizzati anche degli ‘insetti buoni’ che contrastano l’insediamento dei microrganismi nocivi per lo sviluppo di frutta e verdura. In alcune coltivazioni i contadini hanno riscontrato la grande efficacia dell’impiego delle api che, naturalmente, impediscono agli altri insetti di intaccare gli arbusti e di deteriorarne i frutti.
Nella filosofia sostenibile, anche la raccolta dei prodotti avviene in maniera naturale, in quanto non vengono utilizzati eccipienti chimici per mantenerne nel tempo la freschezza, così come nella fase di lavorazione, non vengono aggiunti né coloranti né conservanti ma tutto risulta essenzialmente puro.

Prodotti-Biologici

Al fine di individuare e differenziare i prodotti ricavati da agricoltura sostenibile sì da aiutare il consumatore nell’acquisto, indirizzandolo verso cibi sani e, veramente biologici, sono nate delle apposite certificazioni a livello nazionale ed internazionale che ne attestano la veridicità.

La Coldiretti, Federazione che accoglie i coltivatori diretti ed agricoltori italiani, di comune accordo con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, attiva un sistema di controllo incrociato sui cibi biologici che, rispettando i dettami emanati dall’Unione Europea in materia, certifica la genuinità di tali prodotti.
Il logo Bio, una fogliolina stilizzata con le stelle indicanti i vari Paesi europei, su sfondo verde, è un’indicazione comunitaria che sta ad indicare il rispetto delle procedure ecosostenibili nelle produzioni agricole dell’Unione ed è collocata nelle confezioni dei prodotti agricoli a titolo informativo.
L’ICEA, Istituto Certificazione Etica ed Ambientale, è un’organizzazione non governativa che si occupa di verificare la provenienza dei prodotti e di certificarne l’origine biologica in tutte le sue fasi, dalla sua semina sino alla vendita nella grande distribuzione, attestando il tutto con un bollino di qualità che rappresenta una garanzia per il consumatore.

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Queste e molte altre certificazioni, vengono attribuite alle produzioni che dimostrano di avere rispettato le procedure ecosostenibili che sono sempre tenute sotto osservazione per garantire al consumatore la genuinità.

Energie rinnovabili in Italia

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Sono molteplici le ricchezze naturali che caratterizzano la penisola italiana e da anni si cerca di trarne i migliori vantaggi usufruendo proprio di tali risorse: il sole, il vento e il mare sono le fonti che maggiormente vengono utilizzate per produrre l’energia cosiddetta rinnovabile ossia quelle fonti inesauribili che si rinnovano nel tempo.
Tali energie vengono suddivise in:

– Energia eolica in cui viene utilizzata la forza del vento per produrre potenza elettrica attraverso pale eoliche posizionate nelle parti più ventilate di ogni comune italiano. Il vento, dunque, attraverso la sua forza permette alle suddette pale di muoversi producendo energia cinetica, trasformata a sua volta in corrente elettrica grazie agli aerogeneratori. L’ eolico è considerato la fonte energetica futura non solo in Italia ma a livello globale avendo avuto una notevole crescita in quest’ultimo decennio.

– Energia solare in grado di produrre un’energia pulita e sfruttabile principalmente sia per una produzione elettrica che termica: per quanto riguarda la prima produzione, vengono utilizzati dei pannelli detti fotovoltaici che hanno il compito di convertire la luce del sole in energia elettrica. Mentre i pannelli solari termici utilizzano i raggi solari per produrre energia termica da trasferire ad un generatore che racchiude un liquido come l’acqua. I benefici legati a questo tipo di energia rinnovabile sono molteplici una fra tutti è la totale mancanza di emissione di CO2 ossia anidride carbonica e biossido di carbonio che favoriscono l’alto tasso d’inquinamento presenti nell’aria.

– Energia geotermica che sfrutta direttamente il calore prodotto dalla terra, favorendo la produzione di energia termica utilizzata proprio come fonte di calore o per il riscaldamento dell’acqua.

– Energia idroelettrica, parola derivante dal greco “idro” che significa acqua, è quell’energia che sfrutta la forza di quest’ultima per la produzione di corrente elettrica e ciò avviene nelle centrali idroelettriche.

– La Biomassa ossia l’insieme di scarti di origine biologica delle aziende agricole che vengono poi utilizzati nelle centrali termiche al fine di produrre energia rinnovabile e pulita, riducendo così il consumo di combustibili fossili come il petrolio.

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In Italia l’utilizzo dell’energia rinnovabile è in notevole crescita sia per una maggiore consapevolezza degli effetti positivi che essa offre, e sia per gli incentivi messi a disposizione dal Governo Italiano per far fronte ad un ecosostenibilità che può offrire solo dei vantaggi sia per i cittadini che per la tutela dell’ambiente. Su quest’ultimo tema, nel novembre scorso, si è tenuto a Milano il quinto Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione in cui vengono affrontati sia i temi legati all’alimentazione che alla riduzione degli sprechi di cibo che favoriscono l’aumento dei rifiuti organici che hanno un pessimo impatto sull’ambiente circostante.
Nel nostro Paese è in aumento l’utilizzo di fonti rinnovabili arrivando a raggiungere una produzione di oltre un terzo dell’energia e questo solo nei primi otto mesi dell’anno passato. E’ stato inoltre stimato che circa il 30% dell’energia utilizzata dalle lampadine all’interno delle case degli italiani, derivi dall’energia alternativa in concomitanza con il concetto di risparmio energetico che ormai è entrato a far parte del pensiero della maggior parte della popolazione italiana.

 

Come la tecnologia diventa Green

Dal dopoguerra ai giorni nostri si è potuto osservare una rapidissima crescita dell’economia, della tecnologia e della globalizzazione, ma è giusto pensare che tale crescita sia stata a dispetto del nostro pianeta e per la società.
Ovvio che la crescita di uno di questi tre fattori, ha influenzato gli altri, in modo tale che ciascuno dipendesse nella crescita dall’altro.
Come in tutte le cose in cui non si bada alle conseguenze, adesso cerchiamo di porre rimedio ad anni e anni di noncuranza per l’ambiente.

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Alla base del concetto di sviluppo sostenibile dovrebbe esserci la possibilità di rispondere ai bisogni dell’umanità, un processo nel quale si concorre al progresso tecnologico, ai cambiamenti istituzionali e all’uso delle risorse in modo consapevole.
Pensare allo sviluppo delle città, in modo che sia sostenibile, cioè continuo e duraturo, quindi è necessariamente compatibile con l’evoluzione dell’ambiente naturale. Un equilibrio armonico tra economia società e ambiente porterebbe sicuramente al benessere umano.

Una premessa lunga per poter introdurre l’argomento che tratteremo in questo articolo: l’anello di giunzione che può spezzare quel legame tra la crescita economica e il degrado ambientale è sicuramente la Tecnologia. Con questo termine si indica sicuramente l’insieme delle tecniche che caratterizzano una specifica materia come per esempio la scienza, ma oltre a questo è anche conoscenza e sapienza, organizzazione e capacità di produrre, permettendo lo sviluppo dell’uomo.

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L’innovazione tecnologica non arriva ad un grado maturo, se prima non è passata attraverso pratiche “sporche”, si inizia con soluzioni non ottimali, attraverso un percorso fatto di tentativi ed errori, facendo poi tesoro delle esperienze.
L’innovazione tecnologica presuppone che la società abbia fiducia e speranza nel suo futuro, in ciò che può realizzare con il suo lavoro, nella sua volontà di costruire cose nuove, trasformando la propria vita.

Anche nell’innovazione tecnologica, e nel cammino che si percorre per raggiungerla, sono insiti dei pericoli per l’ambiente e per il genere umano in particolare. Innovazione tecnologica, crescita e cultura nel rispetto dell’ambiente, devono andare di pari passo per non creare squilibri.
Il rispetto ambientale, sociale ed economico sono il terreno su cui si combatte la battaglia per lo sviluppo sostenibile. Oggi la tecnologia è diventata uno strumento di azione controllato dall’economia o dall’ideologia, logica espressione della volontà creativa dell’uomo.
Per rendere possibile lo sviluppo sostenibile è importante che la tecnologia compia un salto qualitativo. Bisogna in altri termini riscattare la tecnologia dall’essere solo strumento, per farla diventare uno dei fini dell’umanità che vuole essere co-creatrice del mondo e della storia.

Per essere green non bisogna più rinunciare alla tecnologia e al design, ma metterli al servizio dell’ambiente.
Un esempio, è sviluppato a partire dall’amore per la lettura e la salvaguardia delle grandi foreste del pianeta, che si conciliano in un prodotto grazie agli straordinari progressi della tecnologia. Sony ha realizzato un prototipo di display super flessibile per e-book, resistente ad una curvatura fino a 5mm. Per gli appassionati del cartaceo sicuramente questo non potrà mai essere un sostitutivo delle qualità materiali della carta, ma sicuramente è un’ottimo passo per la salvaguardia dell’ambiente, per arginare il problema della deforestazione.

Energia Solare all’appello per il Nostro Ambiente

L’energia che proviene dal sole è la fonte immediata del benessere dell’umanità. E’ la più evidente e diffusa fonte di energia che abbiamo a disposizione.
L’irraggiamento solare è responsabile delle principali forze elementari, che si manifestano sulla superficie della terra: il riciclo dell’acqua , la fotosintesi, il ciclo dei combustibili fossili.
Per questo, lo sfruttamento diretto dell’energia solare è la più naturale tra le scelte connesse alla ricerca di forme di energia rinnovabili e sostenibili.

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In effetti, anche tutte le altre fonti rinnovabili di energia (biomasse, energia eolica, energia idrica) non sono altro che forme in cui l’energia solare si converte seguendo cicli naturali.
L’energia solare è sicuramente non inquinante ed è disponibile in quantità di fatto illimitate: è la fonte rinnovabile per eccellenza.
Essa può essere utilizzata direttamente per fornire calore e luce agli edifici, può essere convertita in calore, utilizzando dei collettori, può essere convertita in elettricità grazie alla tecnologia fotovoltaica.

Riflessa dall’atmosfera 25%
Riflessa dal terreno 5%
Assorbita dall’atmosfera 25%
Diffusa nell’atmosfera 18%
Direttamente assorbita dalla superficie della terra 27%

I dispositivi che consentono direttamente di ricavare energia dal sole sono di diversi tipi: i pannelli solari per produrre acqua calda, i sistemi fotovoltaici per produrre elettricità, gli specchi concentratori per produrre ad alta temperatura da utilizzare in centrali elettriche.
Le tecnologie fotovoltaiche, che consentono di trasformare direttamente la luce del sole, sono di diversi tipi. Gli impianti fotovoltaici producono energia là dove serve, non necessitano di alcun combustibile, non richiedono di manutenzione e vengono costruiti su misura, secondo le reali necessità dell’utente.

Il costo degli impianti, piuttosto elevato, può essere recuperato tenendo presente questi fattori:

– lunga durata degli impianti

– gratuità della fonte di energia

– basso impatto ambientale

L’intensità con la quale l’energia viene irradiata dal sole arriva al suolo dipende dall’inclinazione del sole sull’orizzonte. In condizioni di giornata serena e sole a mezzogiorno, la radianza al suolo è di circa 1000 W/ m2.
Questo flusso di energia che arriva sulla terra è 15.000 volte l’attuale consumo energetico mondiale. La quantità di energia solare che arriva sulla superficie terrestre, e che può essere utilmente raccolta da un dispositivo fotovoltaico, dipende però dall’irraggiamento del luogo, ed è quindi funzione delle condizioni climatiche locali (nuvolosità, foschia ecc.) e dalla latitudine (come è noto, l’irraggiamento cresce quanto più si avvicina all’equatore).

Nel nostro paese è ben diverso l’irraggiamento, ma le regioni più adatte sarebbero sicuramente quelle meridionali e insulari, anche se, per la capacità che hanno di sfruttare anche la radiazione diffusa, gli impianti fotovoltaici possono essere installati anche in zone meno soleggiate.
In località favorevoli è possibile raccogliere ogni anno 2.000 K Wh da ogni metro quadro di superficie, il che è l’equivalente energetico di 1,5 barili di petrolio.

Agricoltura biologica: nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente

L’agricoltura è una risorsa che va protetta perché garantisce nutrizione per gran parte degli esseri viventi sulla terra, dagli uomini agli animali. Preservare la terra e curarne ogni aspetta è lo scopo dell’agricoltura biologica e sostenibile. Un modello che contribuisce ogni giorno anche a dimezzare il problema della fame nel mondo. Esempi come le piante carnivore, usate in Kenya e in Bangladesh, per sterminare gli insetti dannosi e le papere che ripuliscono le erbacce infestanti delle risaie, sono solo alcuni degli esempi di agricoltura eco nei paesi in via di sviluppo.
Nel tempo l’uomo ha esasperato le colture portando a livelli limite l’utilizzo di pesticidi e diserbanti che aiutavano le piante a non morire, ma nello stesso tempo intaccavano la stessa salute dell’uomo.
La terra può autofertilizzarsi, per questo si spinge a una politica delle biodiversità, senza forzare le colture in stagioni e luoghi differenti da quello che la natura permetterebbe in circostanze normali, escludendo automaticamente gli OGM, organismi geneticamente modificati.

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L’obiettivo può essere raggiunto attraverso delle pratiche, in netto aumento anche nel nostro paese, ideate per minimizzare l’impatto dell’uomo nell’ambiente, permettendo al sistema ambiente di operare in modo naturale. Una di queste pratiche è sicuramente l’uso efficiente di tutte le risorse territoriali, limitare l’uso di fertilizzanti e pesticidi sintetici e spingere per di più l’uso di quelli naturali, il divieto assoluto di OGM e l’utilizzo di fertilizzante naturale come letame, scegliere piante che si adattano in modo naturale al luogo e praticare allevamento specifico per i diversi capi di bestiame.

Gli agricoltori giocano un ruolo importante, attraverso l’utilizzo responsabile delle risorse naturali ed il mantenimento dell’equilibrio ecologico regionale.
Negli ultimi anni c’è stato sicuramente un’aumento da parte dei consumatori di cibo proveniente da colture biologiche, generando così nuove opportunità per i settori coinvolti in questo tipo di coltura.

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Anche il canale di distribuzione è molto differente rispetto a quello tradizionale, la commercializzazione avviene attraverso il cancello dell’azienda oppure in mercatini organizzati dai venditori, ciò implica che il tragitto dall’azienda agricola al consumatore è decisamente breve. Il vantaggio è che il produttore potrà relazionarsi direttamente con il consumatore sui prodotti che acquista, passando informazioni sulla metodologie di coltivazione e sui principi che vengono osservati dall’azienda.
Oltre all’uomo, a beneficiare di queste pratiche agricole è lo stesso aspetto della natura, infatti è di uso comune adoperare siepi, prati e corsi d’acqua naturali senza minimamente variare nessun aspetto dell’ambiente autoctono. Gli animali hanno libero accesso alle aree, in modo da favorire quei processi naturali che aiutano a creare un ambiente sano.

Le 10 Regole dell’Architettura Eco-Compatibile

Nel corso del ventesimo secolo, l’architettura ha contribuito più ad alimentare il problema ambientale che a risolverlo.
Gli sprechi irresponsabili delle tecnologie edilizie sono solo una parte dell’impatto ambientale dell’architettura, c’è anche l’assalto da essa operato ai danni delle risorse naturali.
Per l’opinione pubblica, le opere architettoniche rappresentano spesso un’aggressione al territorio – escavazioni, trivellazioni, livellamento dei terreni e delle foret, pavimentazioni, cementificazioni – e per questo è stata spesso additata come uno dei principali nemici dell’ambiente. Il che corrisponde a verità nella maggior parte dei casi.
Tuttavia se si afferma il concetto che l’architettura può avere una duplice funzionalità, sia di risolvere i problemi ambientali e celebrare visivamente ed esteticamente il risultato di questa difesa, essa può divenire anche il principale mezzo di salvaguardia dell’ambiente e di diffusione di una modalità sostenibile ed eco-compatibile dello sviluppo umano.

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Energy box

Si tratta di una rivoluzione in cui l’architettura diventa protagonista principale in tutto il processo, per erigere testimonianze visibili di tale progresso per le generazioni future.
Ma se da un lato tutti condividono la necessità di rendere sostenibile lo sviluppo, è anche vero che pochi sono disposti a rinunciare realmente ai vantaggi offerti dal modello occidentale e consumistico della società.
Con lo sviluppo di un’architettura eco-compatibile ci si accosta inevitabilmente all’impiego di tecnologie di nuova concezione: celle fotovoltaiche, vetri termici e pannelli solari.
L’integrazione di queste due anime (tecnologia e sostenibilità) è forse l’obiettivo più ambizioso che l’architettura eco-compatibile deve porsi.

Ci sono degli assiomi da seguire per andare incontro a questa nuova tendenza:
1)Edifici di piccole dimensioni: la costruzione di opere architettoniche di piccola taglia è la logica alternativa all’intrusione del territorio ed al depauperamento delle risorse rappresentata da mega-strutture;
2)Uso di Materiali riciclabili e rinnovabili: grande attenzione alla scelta dei materiali di costruzione che, grazie alla tecnologia di produzione, dovrebbero essere riciclabili e quindi riutilizzabili all’infinito.
3)Uso di materiali a basso contenuto energetico: Minimizzare l’energia di produzione dei materiali per l’edilizia.
4)Uso di legnami provenienti da colture locali: Può favorire lo sviluppo di soluzioni per ottimizzare i cicli di coltivazione.
5)Impiego di sistemi di riciclo dell’acqua: Scelte architettoniche che favoriscono il riutilizzo delle acqua piovane anche solo per l’irrigazione di spazi verdi.
6)Bassa manutenzione: limitare la manutenzione periodica per sfruttare al meglio le caratteristiche climatiche della regione per limitare consumi connessi a riscaldamento e raffreddamento di edifici.
7)Riciclaggio di edifici: riutilizzare strutture esistenti, adattandole a nuovi scopi.
8)Salvaguardia dell’ambiente naturale: salvaguardare il paesaggio e la vegetazione naturale, preservare la giusta quantità di verde cittadino.
9)Efficienza energetica
10)Accesso ai mezzi pubblici di trasporto: questa variabile può essere fondamentale per contribuire ad ottimizzare i cicli energetici e a salvaguardare la qualità dell’aria.

Attraverso l’attenzione a queste categorie l’architettura potrà assumere l’aupicato ruolo di promozione della filosofia eco-compatibile.